Sicurezza e certificazioni
Le batterie al litio sono merci pericolose: classe 9 del manuale IATA. Trasportarle e impiegarle vuol dire rispettare standard internazionali ma anche norme nazionali che cambiano da Paese a Paese, e che si prestano a fraintendimenti.
A parte per il trasporto UN38.3, non esiste una certificazione valida in tutto il mondo. La maggior parte dei mercati si appoggia alle normative pubblicate da tre organismi indipendenti — la International Electrotechnical Commission (IEC), Underwriters Laboratories (UL) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite (UN) — e valuta il prodotto in base alla destinazione d’uso e al territorio in cui viene venduto.
UN38.3 — la certificazione per il trasporto
La UN38.3 certifica che una batteria ha superato tutti i test previsti dalla norma ed è quindi idonea a qualsiasi modalità di trasporto — aereo, navale, terrestre — in ambito nazionale e internazionale.
Da dove nasce la norma
Tutta la normativa sul trasporto di merci pericolose deriva dall'Orange Book, le raccomandazioni redatte dagli esperti delle Nazioni Unite. Al suo interno si trova il Manual of Tests and Criteria, che la Commissione Europea ha poi declinato per ogni modalità di trasporto affidandosi agli enti regolatori di settore:
- ICAO / IATA — International Air Transport Association, trasporto aereo
- IMO / IMDG — International Maritime Dangerous Goods code, trasporto via nave
- UNECE — Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite, trasporto via terra
Cosa succede senza
In caso di irregolarità durante un controllo, la merce viene fermata in loco dallo spedizioniere fino al completamento dei test e della documentazione obbligatoria. A questo si aggiungono sanzioni amministrative e provvedimenti penali previsti dai regolamenti nazionali e internazionali: multe fino a 8.000 euro, sequestro della merce, denunce civili e penali.
L'irregolarità documentale non colpisce solo chi trasporta. Coinvolge:
- Cliente finale
- Importatore
- Trasportatore
- Produttore
Dove avvengono i controlli
Il monitoraggio parte dalla presa in carico nel Paese di origine e prosegue nella dogana di partenza e in quella di arrivo, presso gli spedizionieri nazionali e internazionali, in ogni passaggio fra intermediari, fino al committente della spedizione. I controlli sono aumentati di numero e si sono inaspriti: possono avvenire in qualunque momento.
Chi importa batterie in Italia deve inoltre essere iscritto agli appositi registri nazionali e tracciare ogni fase del trasporto e i relativi adempimenti.
MSDS — Material Safety Data Sheet
È il documento redatto dal produttore della cella o del pacco batteria che descrive di cosa è fatto il prodotto e come comportarsi quando qualcosa va storto. È il primo riferimento in caso di pericolo.
Cosa contiene
- Materiali di costruzione
- Sostanze pericolose presenti
- Primo soccorso in caso di contatto con le sostanze pericolose
- Precauzioni in caso di rottura della batteria
- Come estinguere fuoco ed esplosioni
- Informazioni tossicologiche
- Raccomandazioni per lo stoccaggio
A cosa serve
Identifica in modo univoco il produttore — fabbrica e luogo — e il prodotto, distinguendo fra batteria primaria e ricaricabile. Fornisce le istruzioni di base d'impiego, come evitare il cortocircuito, la composizione chimica e tossicologica, e le prime istruzioni di soccorso in caso di rottura, incendio o esplosione.
Chi può emetterlo
- Il produttore del pacco
- L'ente certificatore delle UN38.3
L'MSDS fa parte delle UN38.3 e concorre a formare il Test Summary.
Richiedi informazioniTest Summary
È il documento di riepilogo da consegnare al trasportatore, così che possa verificare in modo rapido che le batterie in spedizione abbiano le certificazioni idonee. Grazie al Test Summary il trasportatore non ha bisogno dell'intero fascicolo dei test UN38.3, ma solo del loro sommario.
Com'è composto
- Riepilogo degli 8 test previsti dalle UN38.3
- Riepilogo dell'MSDS
Le informazioni che deve riportare
Servono a rintracciare il produttore e a stabilire di quali batterie è composta la spedizione:
- Tipologia di celle e relativo produttore
- Data del test UN38.3 e numero seriale univoco del test
- Dati delle celle: peso, Wh, modello, chimica
- Riassunto dei test con esito positivo o negativo
- Firma
Chi lo redige
Può essere redatto dal produttore delle batterie oppure dagli intermediari.
Richiedi informazioniCertificazioni di sicurezza
Gli standard principali
- IEC 62133-2:2017 e IEC 60086-4:2019 Definiscono i requisiti di sicurezza per celle e pacchi batteria, primari e ricaricabili, destinati ad applicazioni portatili.
- Certificato CB Sistema internazionale per il riconoscimento reciproco dei certificati di conformità, valido in tutto il mondo.
- UL 1642 e UL 2054 Normative di sicurezza internazionali che riducono il rischio di incendio o esplosione. Il marchio UL si ottiene solo se i test vengono eseguiti nei laboratori UL ed è indispensabile per vendere negli Stati Uniti e in Canada.
- Marchio CE — Direttiva 2014/35/UE Si fonda su tre direttive: RoHS, EMC e Bassa Tensione. Riguarda le batterie ricaricabili dotate di PCM o BMS, cioè i pacchi con circuito elettronico di controllo incorporato.
- PSE Certificazione di sicurezza obbligatoria in Giappone. Attesta il superamento del test previsto dalla legge DENAN o dello standard internazionale IEC.
- KC — Korean Safety Test Ha sostituito i 13 marchi di certificazione preesistenti in Corea ed è oggi il marchio nazionale obbligatorio per accedere al mercato coreano. Copre sicurezza, radio ed EMC.
- ATEX Due direttive europee che regolano le apparecchiature destinate a zone a rischio di esplosione e la salute dei lavoratori in atmosfere esplosive: gas, petrolio e ambienti analoghi.
Certificazioni ambientali
Parlamento e Consiglio europeo hanno approvato negli anni una serie di norme che rendono obbligatorio il riciclo delle batterie presso discariche autorizzate. L'Italia, come gli altri Stati membri, ha recepito queste indicazioni con leggi proprie sulla gestione delle batterie e sullo smaltimento dei rifiuti.
L'obiettivo delle direttive ambientali è migliorare le prestazioni ambientali delle batterie: regolano l'uso di determinate sostanze nella produzione e stabiliscono gli standard per la gestione dei rifiuti che ne derivano.
Le certificazioni che attestano il rispetto dell'ambiente
- Smaltimento La Direttiva 2013/56/UE è più stringente della RoHS III e prevede limiti inferiori di sostanze dannose ammissibili.
- REACH Registrazione e valutazione delle sostanze chimiche ammesse.
- EcoContributo RAEE Finanzia il sistema di raccolta e smaltimento delle batterie attraverso un contributo applicato all'acquisto.
Il quadro normativo aggiornato
Il Regolamento (UE) 2023/1542 sulle batterie e sui rifiuti di batterie ha sostituito la precedente direttiva europea e si applica direttamente in tutti gli Stati membri. In Italia è stato recepito con il D.Lgs. 10 febbraio 2026 n. 29, in vigore dal 7 marzo 2026. Dal 18 febbraio 2027 le batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh, quelle per veicoli elettrici e quelle per mezzi di trasporto leggeri dovranno essere registrate in formato elettronico attraverso il passaporto digitale della batteria.
Non sei sicuro di cosa serve al tuo prodotto?
Le certificazioni necessarie dipendono dall'applicazione, dalla capacità del pacco e dai mercati in cui lo vendi. Raccontaci il tuo caso: ti diciamo quali documenti servono, quali hai già e quali mancano.

